ūüĆź Aprire un sito web personale.

Sono circa due anni che mi √® saltato in mente di aprire un sito personale con l’unico scopo di arricchire il mio curriculum e dare sfogo a quella, seppur minima, vena creativa. In questo post vi spiego il perch√© e il come mi sono organizzato.

Design sito web Parto dal principio. Non sono proprio nuovo nel mondo dei siti web, alle superiori ho aperto e chiuso una quantità imbarazzanre di siti hostati gratuitamente su Altervista, solo un sito ha avuto un minimo di successo tanto che stavo riuscendo a farmi inviare prodotti da varie aziende.

Il principio per cui aprivo e chiudevo blog e siti è sempre stato lo stesso: non riuscivo ad essere completamente libero, ovvero ero sempre vincolato dalla piattaforma a cui mi affidavo, principalmente Wordpress, Wix e Blogger di Google.

L’unica nota positiva che posso trovare di queste piattaforme √® proprio l'immediatezza nel gestire il tutto, nell’ottica di attirare anche i meno esperti, come me.

Passano gli anni, cambiano i miei gusti sulle persone da seguire nei social, e in particolare inizio a seguire Riccardo Palombo e il giornalista Antonio Dini (consiglio vivamente di iscriversi alla sua newsletter).

Con Riccardo √® inziato anche il mio approccio pi√Ļ serio con Linux, ma √® un altro discorso. Quello che accomuna queste due persone, dal mio punto di vista, e la diffidenza verso i social, o meglio, verso le piattaforme importanti (Google, social e cos√¨ via). Infatti Riccardo, appena messo in proprio, aveva aperto due siti statici (un dedicato alle immagini e uno al suo podcast) e quasi subito ha spiegato cosa ha usato per crearli, esattamente da quel momento ho inizato a pensare a come realizzare un mio sito web fatto in casa.

Cosa uso per gestire tutto il sito.

Prima di tutto tengo a precisare che tutto il sito √® gestito gratuitamente a parte la spesa obbligatoria per il dominio antonioas.com che costa 12‚ā¨ ogni anno (in grassetto per evidenziare la spesa minima).

Questo sito web √® statico ovvero non contiene elementi dinamici, come pu√≤ essere un database, e tutto ci√≤ che vedete √® pi√Ļ o meno fatto a mano. Il pi√Ļ o meno √® riferito al fatto che uso un framework che mi aiuta a gestire separatamente parti del sito (come per esempio il caricamento di immagini, post e aggiornamenti), senza dover neccessariamente toccare il codice di base, tale framework √® GO HUGO (che sta andando di gran moda nell’ultimo periodo).

Repository del mio sito

Il tutto lo gestisco comodamente tramite Visual Studio Code.

HUGO mi permette di scrivere i post comodamente in linguaggio markdown da iPhone, iPad e Mac e poi di caricarli direttamente nel sito con l’aggiunta di una intestazione pre-impostata.

Questo è lo scheletro del sito, ora brevemente vi parlo di come tutto ciò è online.

Dove e come è hostato il sito.

Essendo tutto fatto in casa, anche l’hosting √® piuttosto semplice: tutto il sito web si trova su una repository privata su GitHub e da l√¨ viene hostato gratuitamente su Netlify.

Sostanzialmente ogni minimo aggiornamento del sito √® un susseguirsi di commmit e push alla repository e automaticamente il sito viene ricaricato su Netlify, poich√® questa piattaforma riceve tutti i push della repository di GitHub (privata o pubblica √® indifferente). Un’altra piattaforma molto simile a Netlify √® Vercel.

Praticamente √® finito qui, √® tutto molto semplice… Ovviamente bisogna avere un minimo di destrezza con queste cose che ho detto. Per un utente inesperto √® tutt’altro che semplice e immediato, ma considerate che online si trovano tante guide scritte che spiegano tutto per bene. Perch√© non nomino i tutorial video? Beh, perch√© ogni cosa che ho nominato √® dotata di documentazione e guida per iniziare, inoltre gli articoli a riguardo sono innumerevoli. Il tutorial video in questo caso √® l’ultima spiagga.

GitHub e Netlify

Ma il motivo per cui sto scrivendo questo post non è solo quello di mostrarvi come sia semplice creare un sito da zero, ma è soprattuto per esporvi un mio pensiero su una cosa a cui sto riflettendo da un po' di tempo, ovvero che nei social non siamo realmente proprietari dei nostri contenuti.

L’ultimo semplice esempio √® la sospensione dell’account Twitter di Libero e di chi parlava di negazione della libert√† di stampa… Ora, non hanno oscurato il sito di Libero ma l’account di Twitter che √® in un’altra piattaforma non di loro propriet√†, probabilmente hanno fatto qualcosa che ha richiesto un controllo pi√Ļ accurato di quell’account.

Il punto √® proprio questo, ogni social network ha le proprie regole e soprattutto ha il pieno controllo di tutti i contenuti che vengono caricati e basta una sciocchezza per avere l’account sospeso e, probabilmente, il business chiuso.

Quindi il mio consiglio √®: se volete avviare un’attivit√†, usate i social per fare visualizzazioni ma non come vostra unica vetrina, molto meglio avere un semplice sito statico con un dominio .it o .com (che come avete letto costa pochissimo), perch√© di quello sarete davvero proprietari.